GENOVESE A NY, CONDIVIDERE IL MIO iPHONE? MAI!

GENOVESE A NY, CONDIVIDERE IL MIO iPHONE? MAI!

(ANSA) – NEW YORK, 15 APRILE

“Ma che sei matta?”.
E’ un ‘No’ secco quello di Paolo Genevose intervistato dall’ANSA all’indomani della prima al Tribeca Film Festival del suo film ‘Perfetti Sconosciuti’ e dopo essere stato sollecitato aconsegnare il suo iPhone. “Oggi nei nostri smartphone – continua – ci sono troppe cose che non vuoi condividere. Dall’epoca del cellulare vecchia maniera è come se avessimo sviluppato una sorta di inconscio elettronico. Ne e’ passato di tempo da quando avevamo solo inomi in memoria ora la multimedialità è totale. Ci sono foto, video, le nostre finanze, insomma ogni aspetto della nostravita”.

Il regista italiano ha superato la prima da regista a NewYork e il tema della cosiddetta scatola nera che custodiscetutti i nostri segreti ha catturato l’attenzione del pubblico con l’anteprima di ieri che ha registrato il tutto esaurito.
“Il tema del film – continua Genovese – e’ cosi banale eppure nessuno ci aveva pensato. I segreti contenuti nei nostri cellulari sono in fondo un argomento che tocca tutti noi e in ogni parte del mondo”.
A sua detta cercare di scoprire quei segreti vuol dire essere autolesionisti perché ”si rischia di far diventare patologici i rapporti con le altre persone. Già il fatto di attivarsi per andare alla scoperta di un segreto – dice – compromette i rapporti. Anche io mi pongo dei dubbi quando si tratta delle persone che mi circondano ma preferisco fermarmi alla reale percezione di ciò che mi circonda, andare oltre può “far male”.

Genovese ha anche spiegato di essere arrivato a New York conl’aspettativa di vedere fino a che punto il suo film potesseessere internazionale, in grado di catturare una platea diversada quella italiana.
“Sono contento – ha detto – dell’ottima accoglienza avuta. Trattandosi di una commedia il pubblico ha riso tanto ma ci sono anche stati momenti di silenzio in cui rifletteva su ciò che stava avvenendo. Il finale, invece, ha lasciato tutti nello stupore”.

Genovese, il cui film e’ l’unico italiano al festival di DeNiro per la sezione ‘International narrative’, ha confessato che se ne andrà da New York con la voglia di ritornare per girare un film.
“New York mi stimola – ha spiegato – giro il mondo per festival, ma nessun posto mi lascia con le stesse sensazioni di New York. Ho come l’impressione che questo sia il posto dove tutto comincia, mentre altrove è dove tutto arriva e se mai avrò l’opportunita’ di lavorare qui vorrei raccontare una storia totalmente svincolata dall’Italia”.

di Gina Di Meo
(ANSA)