Ultima sequenza mozzafiato di “Midnight in Paris”: Owen Wilson e la pioggia. Battente. Scrosciante. Ma incredibilmente leggera. Romantica. E poi quel fantastico contatto con Léa Seydoux. La promessa di un amore, forse. Chissà. Ma non importa. Quel che contava era aver sognato. E aver giocato con i fantasmi del sogno. Quelli di ieri, quelli di oggi, quelli di domani. Al pari forse del solo Rivette, Allen ci ha mostrato chiaro e tondo che il suo cinema oggi è e può essere soltanto ‘revenant’. Un corpo incastrato in almeno tre dimensioni temporali. Un organismo intriso di acqua, terra e magia allo stato puro. Il cinema di un sognatore, e ancora, le sue quattro, cinque, sette notti. Bressoniano alla potenza. Perché in quello scorcio finale di “Midnight in Paris” il cinema alleniano non è mai parso tanto leggero e potente, malinconico e inevitabilmente astratto. Denso come i rigagnoli notturni di una Senna in piena, ma invisibile come i rintocchi del tempo. Vicino e lontano. Uno dei finali più ‘politicamente’ magici del cinema contemporaneo.
Un finale che suonava anche come frizzante biglietto da visita per l’immediatissimo futuro. Perché dopo aver giocato con i fantasmi letterari del secolo scorso, bisognava catturare quelli di celluloide. Quelli con cui Allen è cresciuto, quelli che hanno sempre fatto capolino dalle pieghe del suo cinema. Bisognava tornare ad essere ancora una volta potenti e invisibili. Leggiadri e diretti. E, ancora una volta, europei. Dopo Londra, Barcellona e Parigi, non poteva mancare Roma. E non doveva mancare. ‘Midnight in Rome’ dunque? Assolutamente no. Allo scoccare della mezzanotte qui non succede nulla. Nessun fantasma, nessuna macchina d’epoca, nessun rendez-vous con le incarnazioni romantiche della propria gioventù. “To Rome with Love” si declina alla luce del giorno. E si coniuga sulla lunghezza d’onda di una dichiarazione d’amore pura e semplice. Luce del sole. Colori sgargianti. Venature pop, sul ricordo forse dei cromatismi abbaglianti di “Basta che funzioni”. Un film su Roma? Certo. Ma anche sullo ieri, oggi e domani di una passione cinefila che non conosce tregua. Fantasmi, dunque. E ancora fantasmi. Quelli legati alla ‘movida’ capitolina, quelli stretti attorno al cinema di Fellini (“Lo sceicco bianco”, in primis), quelli intrappolati, almeno stavolta, nella luce diurna. La luce della Capitale.
“To Rome with Love” è una deliziosa e travolgente commedia umana. Non solo. Anche una splendida sovrimpressione abitata dall’altro grande entusiasmante fantasma che respira in ogni angolo del racconto. Quello della lavorazione del film. Perché è la prima volta che Allen gira interamente in Italia e l’occasione era troppo ghiotta per lasciarsela sfuggire. Non è un caso che le riprese, avvenute durante la scorsa estate romana, abbiano acceso una vera e propria caccia al set fra tantissimi romani e non solo, avventuratisi alla scoperta della troupe e capaci di tutto pur di assistere, in anteprima assoluta, a qualche scampolo di girato. Dettaglio di costume e società? No, o meglio, non soltanto. “To Rome with Love” è, da tanti anni a questa parte, l’opera più luminosa e solare di Allen, una delle sue poche che possa essere paragonata a una seduta psicoanalitica perfettamente riuscita. Un film dunque che non è soltanto una spassosissima commedia affidata a un cast rigorosamente ‘all star’ (fra tutti, il nostro Roberto Benigni e poi Penelope Cruz, Alec Baldwin, Jesse Eisenberg, Judy Davis, Ellen Page), ma anche un ‘work in progress’ di luce e di partecipazione, di affabulazione e di condivisione. Un’opera che mette in contatto (è un caso che l’Eisenberg di “The Social Network” sia della partita?) amori di ieri e passioni di oggi, in un valzer forsennato con la vita che accende nuovi luci e traveste di colori pazzeschi la meravigliosa normalità della realtà che ci circonda.
E poi: come non festeggiare il gran ritorno di Woody davanti la macchina da presa? Mancava da tanto, troppo tempo (era il 2006, l’anno di “Scoop”). Per tornare a dirigersi, ha scelto proprio il suo film ‘romano’. Un vero evento nell’evento...
“To Rome With Love” vi aspetta in sala.