Dopo Londra, Barcellona e Parigi, il geniale cineasta newyorkese fa tappa anche a Roma, nel suo personalissimo tour alla scoperta delle capitali europee.
Prodotto da Medusa film e Gravier Productions, ‘To Rome with Love’ è una commedia spensierata, un film caleidoscopico ambientato in una delle città più affascinanti al mondo. Qui si intrecciano le storie di un architetto americano molto noto che rivive la sua gioventù; un borghese romano qualunque che all’improvviso si trova ad essere la massima celebrità di Roma; una giovane coppia provinciale attratta da incontri romantici con altri partner e un regista americano di opera che tenta di far salire sul palcoscenico il futuro suocero, impresario di pompe funebri che canta opere liriche sotto la doccia.
Ne sono protagonisti lo stesso Woody Allen, Alec Baldwin, Penélope Cruz, Judy Davis, Jesse Eisenberg, Greta Gerwing, Ellen Page e il nostro Roberto Benigni. Ma sono molte le altre presenze italiane sullo schermo, da Alessandro Tiberi ad Alessandra Mastronardi, da Antonio Albanese a Riccardo Scamarcio.
“Per noi è un grande onore e un orgoglio ospitare l’anteprima mondiale del film, dopo aver partecipato da protagonisti a un progetto internazionale così importante – esordisce Giampaolo Letta, Amministratore delegato e Vicepresidente di Medusa film – ringrazio personalmente Woody Allen per la fiducia riposta in Medusa e nel gruppo Mediaset. Il nostro rapporto con lui nasce 10 anni fa, da allora abbiamo distribuito 9 film, iniziando con ‘La maledizione dello scorpione di Giada’, sino al grande successo ‘Midnight in Paris’. L’idea di questo viaggio nella capitale nasce proprio nel corso di questi anni, seguendo i viaggi di Woody da una città europea all’altra. Tutto ha preso vita due anni fa, mentre eravamo sul set parigino, per concludersi in un incontro a New York del novembre 2011.
Un grande plauso va alla troupe, tutta italiana, la cui professionalità è stata sottolineata dallo stesso Allen. Non va dimenticata la produzione esecutiva di Cinecittà, e la città di Roma, dagli uffici alle sovraintendenze, sino ai vigili urbani, sempre disponibilissimi, così come i provati cittadini che hanno partecipato con affetto in ogni angolo in cui spuntava un set del film”.
La cosa della nostra città che ha colpito maggiormente il grande maestro americano, è il colore dei suoi luoghi e il calore dei suoi abitanti: “Londra, Barcellona e anche Parigi sono città molto più comprensibili per chi viene dall’altra parte dell’Oceano. L’unico posto realmente esotico di questo continente, che ti fa capire di essere in Europa, è Roma. Ogni americano ha un sentimento di enorme affetto rispetto alla cultura italiana. Si tratta di un Paese che ha dato un forte contributo alla storia del mondo, un Paese dove è facile vivere e dove la gente si gode la vita…”, afferma il regista, evidentemente influenzato non solo dal punto di vista geografico, ma anche da quello cinematografico, dati i molti omaggi alla settima arte tricolore dell’epoca d’oro.
“Sono cresciuto con il Cinema italiano, mi sono nutrito con esso, e ogni cosa che appare nei miei film che lo possa ricordare, è tanto naturale quanto inconsapevole”.
Del resto, ogni esperimento fuori dalla sua amatissima Manhattan ha sortito effetti estremamente positivi ed ha completamente ribaltato l’idea che Allen fosse in grado di dare il meglio di sé solamente confrontandosi con la sua città natale: “È molto facile girare in città come Roma, Parigi, Londra o Barcellona. Sono luoghi con una profonda anima, che hanno solo un’estetica differente da New York, ma in realtà sono molto simili in termini di energia culturale. Anche in questo caso, non mi sono soffermato ad analizzare gli aspetti socio-culturali o quelli politici, ma ho riproposto sullo schermo le impressioni comiche e quelle drammatiche che ho colto nelle mie visite precedenti. Il mio obiettivo era fare semplicemente intrattenimento”.
E quando gli si sottolinea che non si tratta di intrattenimento qualsiasi, ma di puri colpi di genio, come da oltre quarant’anni ci ha abituati, ammiccando, il buon vecchio Woody svela il segreto di tanta longevità: “Fare un film all'anno funge per me da distrazione, mi rende completamente assorbito da problemi che se non sono in grado di risolvere, non è la fine del mondo. Così, non sono costretto a rimuginare sui terribili problemi della vita, che non riuscirò mai a risolvere. Inoltre, ho l’occasione di lavorare con gente del calibro di Alec Baldwin, Penelope Cruz o Roberto Benigni. Il trucco sta nel circondarsi di attori dotati e farli recitare liberamente, senza perdere tempo nel casting e nel dare loro inutili istruzioni. A quel punto, non resta che prendersi la gloria!
Man mano che invecchio, è sempre più difficile trovare un ruolo adatto a me davanti alla macchina da presa, ma se quando scrivo viene fuori, mi fa piacere continuare a recitare…”.
Perdutamente innamorata di lui si confessa Penélope Cruz, reduce da un’altra esperienza straordinaria su un suo set: “Woody ha una personalità particolare e un’intelligenza superiore a tutti gli altri; ogni giorno passato con lui è una sorpresa. Mi piace guardarlo lavorare sul set, aspettando che tiri fuori una delle sue genialità, che porterò con me per sempre. È una delle persone che amo di più al mondo. Entrambi i film che abbiamo fatto insieme sono durati troppo poco, quando finivamo di girare ho sentito che mi veniva a mancare qualcosa. Sul set è uno del tutto anticonvenzionale, è a un livello talmente elevato che non si preoccupa di quello che la gente pensa di ciò che fa nello scrivere, nel dirigere e nel recitare. Essere diretta da quello che considero uno dei registi più grandi di sempre è semplicemente un sogno!”
Sulla stessa lunghezza d’onda Jesse Eisenberg: “Concordo pienamente con Penélope. È stato un grande onore lavorare con uno dei più grandi intrattenitori di sempre, stare sul set e osservarlo già sarebbe stato grandioso, ma poterci addirittura recitare insieme… È talmente immerso nel suo ruolo che riesce a provare ogni singola sensazione che i suoi attori provano mentre recitano per lui”.
Conclude la carrellata un altro pezzo da novanta, stavolta italianissimo, come Roberto Benigni, che ha messo il suo infinito talento a disposizione del regista, che stima enormemente: “Sono convinto che Woody Allen sarà una delle persone per cui il nostro secolo verrà ricordato. Io sono ancora emozionato per essere stato accanto a una Grandezza come la sua. Era un’occasione alla quale si dice di sì senza nemmeno rifletterci, occasione rara come l’eclissi di luna e le nevicate di agosto”.
Poi, soffermandosi sul suo personaggio, commenta: “Oggi tutti vogliono essere famosi, dai politici a chi naviga su facebook. Quello che mi capita sul film è sottolineato dalla grazia del tocco di un uomo che rende tutto favolistico e reale allo stesso tempo, tanto che alla fine delle riprese accadevano la stesse cose: tutti ci correvano dietro con i flash e le telecamere accese!
Woody Allen è l’unico in grado di unire Bergman a Groucho Marx. Mentre eravamo sul set, stavo attento a tutto quello che faceva: a dove piazzava la macchina da presa o come seguiva gli attori, anche ad occhi chiusi, per poter fare mia una parte della sua genialità”.
‘To Rome With Love’ arriva in tutte le sale italiane il 20 aprile, distribuito in 600 copie da Medusa film.