Il fenomeno cinematografico della scorsa stagione. 30 milioni di euro incassati e un indice di gradimento alle stelle. Numeri da commedia all’italiana dei tempi d’oro. Quando le sale erano stracolme, internet era ancora un nome da inventare e il cellulare solo l’auto della polizia. Un film, una commedia, uno spaccato sociale che ci ha fatto tornare indietro nel tempo. A un cinema dolcemente analogico, ancorato alle diversità territoriali, ma capace di superarle con la forza travolgente della risata. Un film sull’Italia e su tutti noi. Era il 2011, l’ottobre del 2011. E “Benvenuti al Sud” passava alla storia del nostro cinema…
L’idea è stata semplice e immediata. Regalare un sequel al pubblico che aveva adorato il primo film. Intuizione a suo modo geniale. Perché la storia di Alberto e Mattia non poteva concludersi così. C’era ancora tanto, tantissimo da raccontare. C’era un mondo abitato da calore e umanità, dolcezza e diffidenza, simpatia e allegria travolgente. C’era ancora un mondo sommerso che aspettava soltanto di essere tirato fuori. E di diventare cronaca, racconto delle retrovie di un’Italia semplice e appassionata. C’era ancora da raccontare il grande Nord…
“Benvenuti al Nord”, dunque. Si legge sequel, si dice film unico. Almeno così ci piace pensarlo. E già perché Luca Miniero, forte di un favoloso script ad opera sua e di Fabio Bonifacci, ha lavorato di fino sulle assonanze col film precedente, costruendo una continuità narrativa e stilistica che fa a pezzi ogni idea di compartimento stagno. Le due commedie sono due formidabili vasi comunicanti. Dialogano a distanza, riprendendo umori e personaggi magnifici, come un grande romanzo, anzi, un’elettrizzante commedia umana improntata ad un umanismo forte e diffuso in ogni piega del racconto. La forza di “Benvenuti al Nord”? La stessa di “Benvenuti al Sud”. La capacità di abbattere steccati, dinamitare frasi fatte e mostrare un’Italia migliore di quella che ci viene mostrata ogni giorno al telegiornale. Un’Italia intessuta di uomini e donne, di piccole cose, di conquiste quotidiane che valgono una vita. E poi ancora di sogni a occhi aperti, di battaglie vinte e di tanta, tanta voglia di ridere. Una grande commedia italiana che sa mutare sotto i nostri occhi in un’eccezionale ‘commedia all’italiana’. Miniero ha saputo afferrare il testimone impugnato tanti anni fa da Risi e Monicelli, riuscendo nella piccola grande impresa di saper raccontare un Paese, ironizzando col sorriso sulle labbra e con la capacità di raccontare alla grande un preciso momento storico.
E allora tutto diventa possibile in “Benvenuti al Nord”. Scorrere in filigrana l’omaggio a Totò e Peppino che arrivano a Milano, ridere fino alle lacrime e poi commuoversi, perché il segreto della nostra vecchia, grande, impareggiabile commedia è quello di cavalcare stati d’animo e incrociare suggestioni, fra battute memorabili, squarci urbani che rimarranno e gag in cui scovare qualcosa che ci appartiene nel profondo. Un’idea di identità, un desiderio di condivisione…
A dare vita a questo attesissimo caleidoscopio di risate e buoni sentimenti un cast eccezionale (lo stesso del film precedente) con in testa Claudio Bisio e Alessandro Siani. E poi ancora Angela Finocchiaro, Valentina Lodovini, Nando Paone, Giacomo Rizzo. Ma attenzione a una fantastica new entry. Nome: Paolo. Cognome: Rossi. Un grande ritorno. Una performance che vale il film…
“Benvenuti al Sud” vi aspetta in 800 sale…