‘Amici come noi': in fuga da Foggia

‘Amici come noi': in fuga da Foggia
Pio&Amedeo. Chi ha avuto la fortuna di intercettarli su “LE IENE”, non li ha dimenticati. Tutti gli altri avranno una bella sorpresa. In poche parole, la vera grande scoperta televisiva degli ultimi tempi. Anzi, la scoperta. Perché la loro formidabile invenzione (i cori intonati in qualità di ‘ultrà dei vip’) è un qualcosa che rimescola le carte impolverate della stagione televisiva contemporanea. E che rilancia la genuinità ruspante e sotto sotto geniale di un programma (per l’appunto “LE IENE”) mai troppo celebrato in quanto fucina di giovani, straordinari talenti. Insomma, Pio e Amedeo, ovvero da Foggia con furore. Prima in tv, poi direttamente al cinema. Una scommessa, di quelle che piacciono a Pietro Valsecchi che già aveva visto lungo con i due soliti idioti e, naturalmente, col nuovo imbattibile fuoriclasse della comicità italiana, Checco Zalone.

Amici come noi” diverte, certo, tantissimo. Ma, più che altro, straripa. Ti viene addosso. Ti scaraventa nel turbine di una sarabanda comica piena zeppa di improvvisazione e tempi calcolati al millesimo, gag dirompenti e riflessioni niente male sull’eterno tema dell’emigrato, del viaggio, dello scombussolamento delle proprie radici. Paroloni, ok, poco adatti forse a descrivere il tenore divertito e spassosissimo del film, ma tant’è. Le piccole grandi commedie come questa vivono sempre su due tempi diversi, due possibili fruizioni, due sentimenti. “Amici come noi” è dunque il magnifico e precisissimo trampolino di lancio di Pio e Amedeo verso il mondo della celluloide, ma anche un potente e miratissimo trait d’union fra la temperie della nostra commedia attuale e la tradizione, fra la risata al tempo dello smartphone e quella analogica dei nostri padri. Una commedia collante che sorprende e cattura ogni istante per la capacità di costruire ponti con il passato, restando bene attaccata al presente. Segno di una volontà autoriale precisa in cui si riconosce la mano di Enrico Lando (già regista delle prime due avventure cinematografiche de “I soliti i idioti”) e dove la risata tricolore si tinge di improvvise e trascinanti venature on the road, finendo per trasportarci con una carnevalesca e irresistibile marcia verso l’Italia di oggi e le sue infinite contraddizioni.

Commedia, satira sociale, divertssment fra amici. Perché qui c’e aria di famiglia. E c’è l’inconfondibile capacità di Pio e Amedeo di stravolgere i luoghi comuni. Di smontare ogni sovrastruttura. Di giocare con la fisicità del dialetto d’appartenenza e di farla cozzare con l’integrità dell’italiano bene. C’è la voglia di fare del cinema (e di questa loro prima avventura sul grande schermo) un concentrato vitale, appassionato e travolgente di umori bassi e slanci ideali, amori persi e avventure senza quartiere, spaccati d’attualità e omaggi alla grande commedia che fu. Alto e basso, sopra e sotto, dentro il cuore del divertimento popolare più immediato, fuori da ogni concessione al cattivo gusto (spesso) imperante.
“Amici come noi”, interpretato fra gli altri da Alessandra Mastronardi e massimo Popolizio, vi aspetta in sala…